I sapori in Naturopatia
Nel nostro piatto, spesso a nostra insaputa, c’è una mappa energetica che in questo breve scritto cercheremo di comprendere insieme.
I cinque sapori in medicina tradizionale cinese
In medicina tradizionale cinese, il legame tra organi (zang) e sapori (wu wei) è fondamentale per mantenere l’equilibrio del Qi in modo da nutrire correttamente il nostro corpo.
In una visione energetica orientale, i sapori non sono solo sensazioni legate al gusto ma vere e proprie frequenze terapeutiche.
L’equilibrio tra i cinque sapori garantisce uno stato di benessere e salute mentre l’eccesso o la carenza di uno di questi ci indirizza verso un possibile deficit, legato ad un affaticamento dell’organo corrispondente
Le relazioni principali tra sapori ed organo “bersaglio” sono cinque.
Acido: collegato al fegato, ha una funzione astringente, aiuta a trattenere i liquidi, a controllare un eccesso di sudorazione. In eccesso può danneggiare il fegato e i nostri muscoli
Amaro: è il sapore collegato al cuore. Ha un effetto drenante, favorisce digestione e riduce il calore interno. Se consumato in eccesso, secondo la medicina cinese, può indebolire il cuore.
Dolce:il sapore dolce è associato a milza e stomaco. Nutre, tonifica, armonizza l’organismo ma al tempo stesso quando esiste una preferenza per questo sapore si può creare un accumulo che è in grado di creare problemi digestivi.
Piccante: è il sapore collegato ai polmoni e stimola la circolazione dell’energia favorendo la sudorazione, che in Naturopatia è particolarmente importante perché la pelle attraverso il sudore elimina le sostanze che creano intossinazione. Eccedere con alimenti piccanti comporta però un indebolimento dell’organo polmone.
Salato: il sapore salato è correlato ai reni, possiede un effetto ammorbidente e favorisce l’eliminazione delle tossine verso il basso. Al tempo stesso se esiste una predilezione per gli alimenti salati l’organo rene potrebbe soffrirne, dando luogo ad affaticamento e stanchezza cronica.
Per questo motivo secondo la medicina cinese, è molto importante bilanciare tutti i sapori all’interno del nostro piatto e nella nostra alimentazione per non incorrere in carenze e per mantenere vitale il nostro Qi, la nostra energia.
Dobbiamo sempre porre attenzione al gusto verso il quale istintivamente siamo attratti ed ai cibi che desideriamo consumare con maggiore frequenza.
Questo aspetto infatti apparentemente trascurabile, potrebbe farci scoprire un bisogno del nostro corpo che ci indica verso quale organo o apparato porre attenzione.
Secondo la legge dei cinque movimenti, ogni sapore nutre un organo ed ogni organo sempre secondo la medicina tradizionale cinese è legato ad una emozione: il fegato è legato alla rabbia, il cuore alla gioia ma anche all’ansia, la milza al rimuginio, il polmone alla tristezza, il rene alla paura.
L’obiettivo del naturopata è quello di riportare in equilibrio la persona andando ad indagare la causa e la radice di un eventuale squilibrio, non solo sopprimendo la voglia di quel particolare sapore ma cercando di capire perchè ciò accade.
Facciamo un esempio semplice: se un cliente ama particolarmente il dolce, spesso la sua milza è esausta. Il naturopata consiglierà alimenti che in natura sono “dolci naturali “come ad esempio zucca e carote oppure cereali integrali, masticati a lungo.
Per un riequilibrio energetico, potrà essere utile che il naturopata applichi la “legge di nonno-nipote”: se dopo una analisi energetica, come ad esempio una consulenza iridologica, durante la quale discromie ed altri segni specifici ci indicano sovraccarichi e accumuli di tossine negli organi e negli apparati, il fegato dovesse risultare in sofferenza, sarà certamente opportuno trattare e drenare il fegato ma anche tonificare e supportare la milza.
Questo tipo di approccio naturopatico si avvarrà di diverse tecniche a partire dalla fitoterapia, dalla riflessologia plantare fino alla moxibustione, della quale mi occuperò in un prossimo articolo.
Bibliografia :
Joerg Kastnerin “Chinese nutrizione therapy: dietetics traditional chinese medicine” ed. Thieme