Menopausa: La triade vincente

Menopausa e Naturopatia

menopausa e salvia officinalis
Salvia

L’unione fa la forza ! Una triade vincente.
In fitoterapia esiste una combinazione di piante che contribuisce ad alleviare i disturbi legati al climaterio.

Menopausa e rimedi naturali: salvia, trifoglio rosso e cimicifuga

Parliamo della salvia officinalis, del trifoglio rosso e della cimicifuga. Questi fitopreparati possono essere assunti singolarmente oppure insieme, a seconda dei disturbi che affliggono la donna.

La salvia in particolare è la specialista per le vampate di calore. È il rimedio di elezione per l’eccessiva sudorazione soprattutto improvvisa e notturna.
Possiede innumerevoli proprietà che vanno dalla cura delle infiammazioni in senso generico a disturbi più specifici come bruciore di stomaco, infiammazione della bocca e della gola, turbe digestive e infiammazioni a carico della mucosa nasale.
Da sola è in grado di agire efficacemente nel regolarizzare il flusso mestruale ed inoltre ridurre l’intensità e il numero delle vampate di calore.
Può essere assunta nella formulazione della tintura madre in una dose di 40 gocce diluite in acqua, due o tre volte al giorno

trifoglio rosso per la menopausa
trifoglio rosso

Il trifoglio rosso grazie alla presenza nel suo fitocomplesso di isoflavonoidi ad azione estrogenica viene utilizzato per trattare e mitigare le turbe vasomotorie della donna. Possiede una fonte di fitoestrogeni molto simili alla soia. Per questo motivo viene consigliata anche in relazione all’azione nella prevenzione dell’osteoporosi. È importante ricordare che i fitoestrogeni dovrebbero essere utilizzati con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni.

Possiamo utilizzarlo molto semplicemente tramite un infuso: in una quantità di 250 ml di acqua bollente metteremo in infusione 4 g di fiori essiccati per circa 15 minuti; potremo beneficiare del suo effetto bevendone due o tre tazze al giorno.

cinicifuga ai
cimcifuga vintage
cimicifuga

Infine, la cimicifuga o Actea racemosa, è forse una delle erbe più studiate per quanto riguarda i disturbi legati a questa fase di transizione ormonale.
L’OMS in una interessante monografia sulle piante medicinali riconosce l’efficacia della pianta nel trattamento di tali disturbi femminili.

Il suo utilizzo è efficace per alleviare un insieme di sintomi da moderati a severi di tipo neurovegetativo, come ad esempio vampate di calore, sudorazione eccessiva turbe dell’umore e insonnia. Secondo studi scientifici riportati nella  European Medicines Agency  (EMA/HMPC, 2017) la cimicifuga sarebbe in grado di interagire con i recettori della serotonina presenti a livello ipotalamico inoltre è stata segnalata anche una possibile azione sui recettori GABA. Questa azione sul sistema recettori è fondamentale per accompagnare la donna nel periodo menopausale anche quando presenta una secrezione del cortisolo aumentato in seguito a stress.

menopausa cimicifuga ravvicinata

La letteratura medica segnala che l’uso di cimicifuga non determina effetti secondari tossici, a dosaggi terapeutici. E’ opportuno comunque evitare l’assunzione in quei pazienti che presentano disturbi epatici o malattie del fegato. La cimicifuga va inoltre utilizzata con estrema attenzione nelle donne in cui è sconsigliato l’uso di sostanze estrogeniche o estrogeno simili: in questo caso si può ricorrere all’utilizzo di altre piante o di altre formulazioni fitoterapiche.

Può essere assunta in tintura madre in sinergia con altre piante, ad esempio con biancospino quando abbiamo una tendenza a disturbi ipertensivi, oppure con iperico se ci troviamo di fronte ad un calo del tono dell’umore, oppure con la salvia, se vogliamo trattare anche la sudorazione eccessiva. Le dosi di tintura madre, sempre ana parti con le piante sinergiche citate sopra, sono di 30
gocce diluite in acqua da assumere da una a tre volte al giorno.

L’argomento si collega al “percorso” di questo sito dove il benessere femminile viene osservato in modo globale e personalizzato. 

( bibliografia: Enrica Campanini “Dizionario di fitoterapia e piante medicinali “ ed. Tecniche nuove)

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